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lunedì 3 febbraio 2014

l'ex coniuge impugna la sentenza di divorzio per fini meramentedilatori? applicabile l'art 96, I comma, in tema di lite temeraria

 Cassazione, sez. VI Civile  ordinanza n. 2089 del 30 gennaio 2014

Impugnare esclusivamente per  impedire la formazione del giudicato sulla sentenza dichiarativa di divorzio, prima della pronuncia definitiva sull'annullamento del giudice ecclesiastico é causa di responsabilità per lite temeraria ai sensi dell'art 91, I comma C.p.c.

Inoltre


" tra il giudizio di nullità del matrimonio concordatario e quello avente ad oggetto la cessazione degli effetti civili dello stesso non sussiste alcun rapporto di pregiudizialità, tale che il secondo debba essere necessariamente sospeso a causa della pendenza del primo ed in attesa della sua definizione (Cass. civ., sezione I, n. 11020 del 25 maggio 2005 e n. 24990 del 10 dicembre 2010), posto che trattasi di procedimenti autonomi, non solo sfocianti in decisioni di diversa natura e con peculiare e specifico rilievo in ordinamenti diversi, tanto che la decisione ecclesiastica solo a seguito di giudizio eventuale di delibazione, e non automaticamente, può produrre effetti nell'ordinamento italiano, ma anche aventi finalità e presupposti diversi. "


SENTENZA PER ESTESO

Corte di Cassazione, sez. VI Civile 30.01. 2014, n. 2089

Fatto e diritto

domenica 13 dicembre 2009

impedire all'ex di prendere gli effetti personali dopo la separazione integra gli estremi del reato di appropriazione indebita

La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 37498/2009) ha stabilito che rischia il carcere per appropriazione indebita l'ex che impedisce all'altro di andarsi a riprendere la macchina e gli effetti personali. Secondo gli Ermellini, il delitto di appropriazione indebita si consuma nel momento in cui l'agente tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente la sfera delle facoltà ricomprese nel titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del titolare, in quanto significativo nell'immutazione del mero possesso in dominio.
Da tale principio prosegue la Corte-, affermato dalla giurisprudenza, si desume che il reato in questione, consumato nel momento in cui il soggetto agente esercita la signoria sul beni uti dominus e non è necessario che la parte offesa debba formulare un'esplicita e formale richiesta di restituzione dello specifico bene oggetto della interversione del possesso. Nel caso di speciela situazione di fatto maturata fra le parti (separazione con allontanamento della parte offesa dalla casa di abitazione senza il ritiro dei propri oggetti personali e della autovettura) e la corrispondenza intercorsa fra i legali, consente di ritenere che l'imputato ha avuto modo di comprendere perfettamente di trattenere presso di se oggetti appartenenti alla parte offesa

domenica 29 novembre 2009

SULLE MADRI SEPARATE CHE NON FAVORISCONO GLI INCONTRI DEI FIGLI CON IL PADRE

Con sentenza n. 34838/2009 la Cassazione Penale ha stabilito che "Ha diritto al risarcimento del danno endofamiliare ex art. 388, comma secondo, c.p., per elusione sistematica dei provvedimenti sull'affidamento stabiliti dal giudice della separazione, il comportamento ostile attuato dalla madre affidataria nei confronti del padre, tradottosi nella deliberata volontà di condizionamento psicologico della figlia della coppia, indotta così a non voler incontrare il padre nei termini stabiliti nella separazione, e volto ad annullare la figura paterna,."
Una mamma si deve dunque prodigare affinchè si rispettino i provvedimenti del giudice in relazione agli incontri con l'altro genitore. Un atteggiamento contrario, infatti, spiega la Corte, lungi dal "tutelare l'effettivo interesse" del minore, denota "il proposito di vulnerare l'interesse del marito a frequentare il figlio in costanza di separazione coniugale